Fai girare PageSpeed Insights sul tuo sito e il voto è verde: carica in fretta, si usa bene dal telefono, i Core Web Vitals sono a posto. Ti rilassi, giustamente. Poi un cliente ti racconta che ha chiesto a ChatGPT un fornitore come te, e il tuo nome non è uscito. Due giudizi opposti sullo stesso sito, e nessuno dei due sbaglia: stanno misurando due cose diverse.
PageSpeed e Pharos leggono lo stesso indirizzo per rispondere a domande diverse. Uno guarda com'è il sito per le persone. L'altro guarda se un'AI riesce a leggerlo, a raggiungerlo e a citarti. Servono a domande diverse, e oggi ti servono tutte e due.
Cosa misura PageSpeed
PageSpeed Insights, lo strumento gratuito di Google, misura l'esperienza di chi apre il sito da un browser. Quanto ci mette a caricare, quanto resta stabile mentre monta la pagina, quanto risponde al primo tocco: sono i Core Web Vitals, più una lista di consigli tecnici per andare più veloce. È la fotografia di quanto il sito è veloce e comodo per una persona, ed è una cosa che conta e continuerà a contare.
Cosa misura Pharos
Pharos guarda l'altro pubblico del tuo sito: i crawler e gli answer engine (ChatGPT, Perplexity, i riassunti AI di Google). Non aprono un browser e non aspettano il JavaScript: leggono l'HTML che il server manda, così com'è. Pharos li imita, non esegue il codice, e ti mostra cosa trova una macchina al posto tuo.
- L'accesso dei crawler: se il robots.txt e il server lasciano davvero passare GPTBot, ClaudeBot, PerplexityBot e gli altri.
- La leggibilità server-side: se il contenuto è già nell'HTML o compare solo dopo il JavaScript, invisibile a chi non lo esegue.
- I dati strutturati: title, meta, JSON-LD, Open Graph, le etichette che dicono a una macchina chi sei.
- I file per gli agenti: sitemap, llms.txt, i segnali emergenti sotto .well-known, e quanto è fresco ciò che pubblichi.
- La presenza off-site: se compari nelle fonti da cui molte AI attingono, come Common Crawl.
Il referto è gratuito, ripetibile e onesto: un punteggio, le due o tre cose che pesano di più, le azioni concrete con l'evidenza sotto. Quando un controllo non si applica al tuo sito lo segna come tale, senza contarlo come una bocciatura (N/A non è un fallimento). Come funziona nel dettaglio è scritto nella documentazione di Pharos.
Anche PageSpeed inizia a guardare le AI
Fino a poco fa erano due mondi separati: PageSpeed per la velocità, altri strumenti per le AI. Ora anche Google si muove su quel lato, ma è agli inizi. In Search Console è comparso un report che conta quante volte le tue pagine sono apparse dentro le risposte AI di Google, le Panoramiche AI e l'AI Mode: per ora misura solo le impression, non i click, ed è in distribuzione su una parte dei siti alla volta.
E Lighthouse, il motore dietro PageSpeed, ha aggiunto una categoria sperimentale, «Agentic Browsing», con controlli pensati per gli agenti: un llms.txt valido alla radice, un albero di accessibilità pulito, un layout stabile, i segnali WebMCP. Non dà ancora un voto da 0 a 100: mostra solo quanti controlli passi, perché gli standard dell'agentic web sono in movimento.
Sono passi essenziali, e guardano una fetta diversa: più se appari che se sei leggibile. Ma la direzione è chiara. Se perfino Google comincia a chiedersi se un'AI ti capisce, vuol dire che la domanda è diventata di tutti. Pharos è nato per rispondere proprio a quella, e per intero.
Il fratello più piccolo di PageSpeed
Pharos non nasconde da dove ha preso il modello: incolli un indirizzo, parte un'analisi in background, torni quando il referto è pronto, come con PageSpeed. È più giovane e fa una cosa sola, ma la fa a fondo. Lo stesso spirito di PageSpeed, applicato a un'altra domanda.
Ecco perché si completano. PageSpeed ti dice se una persona apre il sito senza spazientirsi. Pharos ti dice se una macchina lo legge abbastanza da citarti. Due letture dello stesso sito, per due pubblici che oggi contano entrambi.
Come usarli insieme, in pratica
Non serve scegliere. Un giro sano è breve:
- Fai girare PageSpeed per velocità ed esperienza: parti dai Core Web Vitals e dai consigli in cima.
- Fai girare Pharos per accesso e leggibilità AI: guarda per primo se stai bloccando i crawler nel robots.txt, spesso è una riga da togliere.
- Tieni entrambi come controllo ripetibile: rifalli dopo ogni modifica importante al sito, non una volta sola.
- Condividi i due referti con chi mette mano al sito: sono già ordinati per impatto.
Nessuno dei due sostituisce l'altro: PageSpeed non ti dirà mai se un'AI ti legge, e Pharos non misura quanto sei veloce. Insieme coprono il sito com'è visto oggi, dalle persone e dalle macchine. Prova Pharos sul tuo indirizzo, il referto è aperto e senza email; se prima vuoi capire perché una macchina legge il tuo sito diversamente da te, l'abbiamo raccontato in Se un'AI non riesce a leggerti, non ti cita.
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